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Umberto Vattani: le opportunità concrete per le imprese italiane

Ambasciatore Umberto Vattani

06 Aprile 2011

IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DEL XI RAPPORTO DI PREVISIONE ICE-PROMETEIA.

Dal commercio mondiale sono venuti, a partire dai mesi centrali del 2009, importanti opportunità per le imprese italiane seppure con molte disomogeneità tra le diverse aree geografiche e tra settori merceologici. Vediamo in sintesi quali sono le principali opportunità nei diversi mercati come emergono da questo rapporto di previsione. Il 2010 ha evidenziato una sostanziale stabilità della posizione competitiva italiane in Europa Occidentale. La quota complessiva è però leggermente diminuita. Tra i concorrenti dell’Italia spicca la Svizzera, che ha migliorato la propria posizione, e la Germania che rimane in posizione di leadership e conserva il ruolo di volano del commercio comunitario.

Il Regno Unito ha subito l’erosione più vistosa. Per l’Italia, esaminando le quote in dettaglio, si nota un indebolimento nel sistema moda e nella meccanica ed una riduzione nel sistema casa. Ad eccezione della meccanica, rimangono robuste le quote negli altri beni di investimento. L’Italia deve affrontare una crescita della concorrenza asiatica nei settori del “Made in Italy”. Cresceranno in maniera sensibile le esportazioni italiane di medicinali e chimica, due settori rilevanti. Nei nuovi paesi che hanno aderito all’Ue negli ultimi anni, lo scenario ipotizzato nel Rapporto prevede un recupero delle quote dei nostri esportatori di meccanica, soprattutto nei mercati polacco e sloveno. Per la meccanica di precisione, la cui domanda continuerà a crescere a tassi sostenuti, alcune interessanti opportunità potranno essere rappresentate da mercati come la Bulgaria e la Slovenia. Sarà di fondamentale importanza interrompere la diminuzione della nostra quota nel settore della meccanica nel mercato polacco che rappresenta un terzo del totale dell’area.

Sarà inoltre fondamentale essere presenti in questi mercati, caratterizzati da un elevato livello di integrazione commerciale, effetto dell’impatto dell’ingresso nel mercato unico. In Russia e negli altri paesi europei (Turchia, Ucraina, Croazia e Albania), l’Italia si conferma al quinto posto tra gli esportatori nell’area. I beni d’investimento, con la meccanica e la metallurgia in testa, mostrano la tenuta migliore. Per quanto riguarda i beni di consumo, probabilmente quale effetto della crisi economica e della conseguente riduzione del benessere economico, vi è stato un orientamento dei consumatori verso prodotti a basso costo rispetto ai brand italiani. Nord Africa e Medio Oriente: l’Italia, che nel periodo 2005-2010 aveva guadagnato un ottimo posizionamento nonostante l’agguerrita concorrenza di Cina e Giappone, nel 2010 ha incontrato qualche difficoltà. I paesi asiatici stanno sfidando i nostri esportatori soprattutto sul terreno dei beni intermedi, un comparto verso cui si sta spostando la concorrenza cinese, come evidenziato nel contributo in questo Rapporto “Dieci anni della Cina nel WTO: un bilancio delle minacce ed opportunità”.

Alcuni settori mostrano ottimi risultati per le nostre imprese come i “motori non elettrici e turbine” dove abbiamo guadagnato oltre 8 punti di quota. Per quanto riguarda il mercato nordamericano, tra i prodotti che trainano le nostre vendite in questo mercato figurano aeromobili, specialità medicinali e vino che appartengono a settori per i quali si prevede un notevole incremento della domanda nel 2011. Nel 2010, la nostra quota in Messico è rimasta invariata; è proseguita invece la tendenza a una riduzione della quota italiana nell’area. Tra i settori di specializzazione del nostro Paese i “sistema moda” e “sistema casa” hanno mostrato riduzioni della quota rispetto ai primi anni del 2000. Nel mercato asiatico sarà assolutamente necessario sfruttare l’intensità della ripresa della domanda di questo continente dove le nostre imprese riportano una perdita di quota che, soprattutto nel caso della meccanica, ha implicato una riduzione delle posizioni guadagnate negli anni precedenti. “Sistema moda” e “mobili” rappresentano i settori più radicati in questo mercato con un apprezzabile guadagno di quota per le nostre imprese nel 2011.

In America Latina, le maggiori opportunità si presenteranno per gli esportatori italiani di beni intermedi (soprattutto componentistica auto e semilavorati in metallo) e di consumo durevole (mezzi di trasporto). Nell’area riprenderanno vigore i grandi progetti di investimento, volti al miglioramento delle condizioni di vita e a sostegno dello sviluppo dell’attività economica. Anche gli acquisti di Autoveicoli e moto, dovrebbero riportarsi velocemente sui livelli di massimo pre-crisi: in questo settore, che ha un peso di oltre il 12% sulle esportazioni italiane nell’area, l’Italia ha saputo difendere meglio la propria quota, che è addirittura cresciuta nel 2008, grazie soprattutto alle vendite di componentistica per auto in Brasile. Difficoltà sono attese, invece, per i beni di consumo e per la meccanica. In Oceania e Sudafrica la presenza dell’Italia è resa difficile dalla distanza che ci separa da questi mercati e che richiederebbe una maggiore presenza in loco ed approcci commerciali più strutturati.

Nel momento in cui il Rapporto ICE-Prometeia era già in Tipografia, dal Giappone iniziavano ad arrivare le prime stime circa la probabile entità dei danni causati dallo tsunami dell’11 Marzo. A partire dalle prossime settimane si susseguiranno studi e previsioni più precisi circa gli impatti sull’economia del paese e su quella mondiale. Al momento, per la scarsità di informazioni oggettive disponibili, ci è sembrato prematuro impostare un simile tipo di analisi, sovrapponendo ipotesi su tempi e intensità dell’inevitabile “miglioramento” economico futuro all’incalcolabile dramma presente delle perdite umane. Al Giappone non sono pertanto dedicate elaborazioni econometriche o analisi economiche, ma ci auguriamo tutti una sua forte rinascita nei prossimi mesi.