L’economia si presenta sempre più come il motore che tutto spinge e tutto condiziona. L’economia stessa, o per meglio dire, il “mondo economico”, non risulta più essere segregato negli angusti limiti di uno “spazio” finanziario o di un’area imprenditoriale ma va oltre tali confini per alimentare la nostra società sempre più dipendente da scelte altrui non sempre facilmente comprensibili.
Benché si provi ad immaginare numerose exit strategy, in realtà le prospettive che sipropongono nella realtà concreta sono due, entrambe astrattamente percorribili dopo un’attenta analisi costi-benefici, ambedue non scevre da sacrifici : entrare in una dimensione europea politica tutti assieme o sperare di poter correre meglio da soli.
Una cosa è certa, l’Europa e la sua moneta sopravviverà se la BCE diventerà prestatore di ultima istanza da un lato e i Trattati non cominceranno a prevedere varie forme di “scivolo”dall’Area, in quanto rappresenterebbero solamente delle “sirene incantatrici” di breve periodoche tirerebbero gli Stati giù nell’abisso già nel medio periodo.Non possiamo permetterci titubanze o sciocchi arroccamenti nazionali, l’Europa che oggivediamo è destinata necessariamente a cambiar assetto, o rinsaldandosi e diventando gli Stati Uniti d’Europa, o mostrando al mondo intero il più grande e fallimentare progetto diaggregazione economica che si sia mai realizzato.